Vicalvi, il Castello Longobardo che domina la valle

Nel cuore della Valle di Comino, a circa 600 metri di altitudine, sorge Vicalvi uno dei comuni più piccoli ma più attivi della valle. Questo borgo medievale si adagia sui fianchi del Monte Asprano, in provincia di Frosinone.

Siamo in Ciociaria, a ridosso dell’Appennino abruzzese e del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise. Le case in pietra sembrano abbracciare la montagna, creando un paesaggio di grande fascino.

Vicalvi deve il suo nome a “Vicus Albus”: ossia villaggio montano derivante dal termine indoeuropeo “Alb” che significa monte. 

L’antico borgo conserva intatto il suo fascino medievale. Le stradine acciottolate invitano a passeggiate fuori dal tempo, lontano dalla frenesia moderna. Attrazione principale del luogo è il Castello Longobardo.

Il Castello Longobardo tra storia e leggenda

Il Castello di Vicalvi, sorto nell’XI secolo, domina il borgo e il paesaggio circostante, offrendo un’ampia veduta su boschi, montagne e paesi limitrofi. Pur in stato di rudere, conserva due cinte murarie poligonali quasi integre e una torre orientale sul punto più alto, nate su un’antica acropoli romana.

La grande croce rossa visibile dalla valle ricorda l’uso come ospedale da campo tedesco durante la Seconda guerra mondiale.

All’interno si distinguono ancora ambienti affrescati, una cappella con Madonna Nera, la Sala Capitolare adattata per le monache di San Nicandro e una rara latrina pensile.

Nato come presidio longobardo, nel 1017 passò a Montecassino, quindi ai d’Aquino, che lo fortificarono con una doppia cinta muraria. Dopo gli Étendard e nuovamente gli Aquino, fu infine posseduto ma trascurato dai Cantelmo.

La tradizione popolare narra delle apparizioni del fantasma di Aleandra Maddaloni. La nobile, vissuta nel castello nel XVIII secolo, pare abbia fatto uccidere i giovani che seduceva durante le assenze del marito. Questi però, avendola scoperta, la fece murare viva in una delle torri.

Monumenti e altre notevoli cose da vedere

Il centro storico, pur avendo subito un marcato spopolamento, si presenta ancora in buone condizioni. È costituito quasi interamente da un’unica via che si avvolge a serpentina lungo il pendio della collina, fiancheggiata da case su entrambi i lati.

Nella parte alta, nelle vicinanze del Castello, si trovano un piccolo palazzo con portale rinascimentale e numerose abitazioni di origine antica.

Più in basso si apre la raccolta ma piacevole piazza del Municipio, sulla quale si affacciano l’ex sede comunale (oggi adibita a biblioteca) e la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ed Evangelista.

In stile barocco, mostra affreschi sulla volta e un pulpito d’epoca in legno. Su un altare moderno è collocata invece una formella novecentesca.

A breve distanza si trova l’antico convento di San Francesco, fondato dal santo nel 1222 nel luogo dove, secondo la tradizione, fece scaturire una sorgente dalla roccia. Il convento custodisce diversi ricordi legati a Francesco d’Assisi: un crocifisso ligneo del X secolo davanti al quale pregava e altri effetti personali.

Natura e dintorni della Valle di Comino

Vicalvi si trova immerso nel Parco Naturale dei Monti Ernici. Questo territorio offre infinite possibilità per escursioni e passeggiate nella natura. I boschi circostanti ospitano una ricca fauna selvatica.

La Valle di Comino offre numerosi sentieri per gli amanti del trekking. I percorsi attraversano boschi di faggi, querceti e pascoli montani. In primavera i prati si colorano di orchidee selvatiche e altre specie rare.

Il territorio circostante permette di praticare sport all’aria aperta tutto l’anno. D’inverno le vicine montagne offrono possibilità per lo sci di fondo.

Nelle vicinanze si trovano Posta Fibreno, famosa per il suo lago di origine carsica, e la pittoresca Isola del Liri. In direzione opposta, raggiungendo Alvito a pochi chilometri di distanza, si può visitare un altro splendido castello medievale. E, procedendo sulla stessa strada, il paese di Settefrati con il suo Santuario.

Con il Blog su Roma e sul Lazio NANDO vi guida alla scoperta dei territori per il piacere di soddisfare curiosità e mettere la cultura al servizio di persone e imprese.

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A cura de il NETWORK | testo Andrea Franchini | foto Ezio Bocci
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