I ponti moderni di Roma: dall’unità d’Italia a oggi

Rispetto alla sua immagine “papalina”, Roma cambia profondamente volto quando assume il ruolo di Capitale (1871) : anche la costruzione dei ponti moderni di Roma è conseguenza della crescente gentrificazione. L’arrivo della corte sabauda, dei funzionari ministeriali, dei nuovi commercianti e della classe operaia fece esplodere la popolazione.

Il Tevere, che per secoli era stato una barriera naturale e una via di trasporto fluviale, divenne un ostacolo trasversale all’interno di un tessuto urbano in rapida espansione su entrambe le sponde.

Il termine “gentrificazione” in questo contesto significa la trasformazione della città in un ambiente borghese e ordinato, lontano dal caos popolare e malsano delle vecchie rive del fiume. La costruzione dei muraglioni per proteggere la città dalle disastrose inondazioni cambiò per sempre il volto di Roma. 

La nascita di quartieri residenziali eleganti come Prati e l’espansione di Trastevere e Testaccio richiesero collegamenti stabili e monumentali. I ponti non servivano solo per attraversare, ma per “cucire” insieme i nuovi quartieri borghesi con il centro storico. Con l’avvento del tram, delle automobili e dell’aumento del traffico pedonale, i vecchi ponti papali erano insufficienti.

La spinta alla costruzione non si è fermata con l’epoca umbertina o fascista, ma è proseguita fino ai giorni nostri, riflettendo le nuove filosofie architettoniche. La storia dei ponti moderni di Roma post 1871 è la storia di una città che cerca di domare la sua geografia per adattarsi alla modernità. Passando dalla monumentalità retorica dell’Ottocento alla funzionalità tecnologica e leggera del nuovo millennio.

I ponti moderni di Roma, il nuovo ruolo della Città Eterna

Partendo da Nord troviamo il Ponte Flaminio (maps) attraversato dal Cavalcavia di Corso Francia, arteria di collegamento con la Cassia e la Flaminia. Il progetto dell’architetto Armando Brasini risale ai primi anni ’30 del ’900, ma l’inaugurazione avviene solo nel 1951.

Avrebbe dovuto chiamarsi Ponte XXVIII Ottobre per celebrare la Marcia su Roma; le vicende belliche però ne posticiparono il completamento.

Il ponte, lungo 254,94 metri e largo 27 metri, è composto da cinque arcate ed è costruito in calcestruzzo rivestito con travertino romano, noto per le sue calde tonalità di bianco.

Inaugurato nel 1939 da Mussolini in persona, il Ponte Duca d’Aosta (maps) è prospiciente l’area del cuore sportivo di Roma, ossia del Foro Italico e dello Stadio Olimpico. Realizzato in cemento armato e marmo travertino di Tivoli, ai suoi quattro angoli sorgono cippi con bassorilievi evocativi delle battaglie della Prima guerra mondiale.

Non molto distante è il Ponte della Musica – Armando Trovajoli (maps) inaugurato nel 2011 dopo tre anni di lavori. Sebbene un intervento simile fosse già inserito nel piano regolatore della Capitale del 1929, il procedimento progettuale prende avvio solo dopo circa settant’anni. 

Nel 2000 viene infatti indetto un concorso internazionale per la progettazione del ponte. Il design contemporaneo unisce acciaio, calcestruzzo, cemento armato e legno in un arco lungo 190 metri delimitato da due scenografici archi ribassati.

Camminando verso il Centro risaliamo indietro nella storia

Il Ponte Umberto I (maps), costruito tra il 1885 e il 1895, è un esempio di ingegneria ottocentesca. Presenta tre arcate in muratura rivestite di travertino e pietra di Subiaco ed è lungo circa 106 metri. Progettato da Angelo Vescovali, fu dedicato al re Umberto I che lo inaugurò con la consorte, la regina Margherita di Savoia. Curiosamente, sul ponte il senso di marcia è opposto a quello normalmente in uso in Italia.

Con lo sfondo della cupola di San Pietro, Ponte Vittorio Emanuele II (maps) è tra i più fotografati dagli appassionati di Roma. Ponte Vittorio (per i Romani), costruito tra il 1886 e il 1911 è ornato di sculture bronzee sempre a tema bellico e patriottico. È formato da tre arcate che si estendono per 110 metri; alle estremità presenta alti basamenti con Vittorie alate e, ai piloni centrali, gruppi scultorei di carattere simbolico. Se il livello del fiume è basso si intravedono i resti dell’antico Ponte Neroniano o Ponte Trionfale (I sec. d.C.)

Lo sviluppo edilizio post unitario fa crescere la necessità di collegare le due sponde del Tevere

Ponte Mazzini (edificato tra 1904 e 1908 – maps) si chiamò inizialmente Ponte Gianicolense: nome di un antico ponte sorgente sul luogo. Si tratta di un ponte ad arco in muratura, rivestito in travertino, lungo circa 106,15 metri e largo circa 17 metri per tre ampie arcate. I Romani più anziani lo associano alla strada che conduce alle vecchie carceri di Regina Coeli.

Restando negli stessi anni di costruzione, il Ponte Garibaldi (maps), omaggio all’artefice dell’Unità d’Italia sempre su progetto dell’architetto Vescovali, è stato terminato nel 1888. Si tratta del primo ponte elettrificato di Roma, quindi simbolo dell’innovazione di fine Ottocento. Il ponte misura circa 120 metri di lunghezza. Al livello del fiume, il pilone centrale è unito all’Isola Tiberina mediante una banchina artificiale.

Nel XX secolo Roma si dota di nuovi moderni ponti

Popolarmente chiamato il Ponte Inglese per la sua circolazione stradale, il Ponte Palatino (maps) fu costruito (1886-1890) in sostituzione del Ponte Rotto. A fianco s’intravede la Cloaca Massima (fine VI sec. d.C.), condotta fognaria risalente ai tempi degli ultimi re di Roma. Presenta cinque luci in muratura con pianale in metallo ed è lungo circa 155 metri.

Nel cuore di Roma il Ponte Testaccio (maps), costruito tra il 1938 e il 1948, avrebbe dovuto chiamarsi Ponte d’Africa ma s’inaugurò solo nel 1948.

Come primo ponte del Dopoguerra a Roma, quando oramai l’Africa evocava solo drammatici ricordi del recente passato. Presenta cinque luci in muratura con pianale in metallo ed è lungo circa 155 metri

Ritorniamo in periferia, questa volta verso Sud

Ci avviamo verso il Ponte dell’Industria (maps), meglio noto come Ponte di ferro. Con le arcate in ferro e ghisa fu progettato dall’ingegnere belga Louis Hach e costruito in Inghilterra tra il 1862 e il 1863. Quindi venne trasportato a pezzi e montato a Roma. Originariamente ospitava una linea ferroviaria; oggi il passaggio avviene su gomma e a piedi.

Due incendi hanno coinvolto la struttura provocando la deformazione e il crollo di una delle passerelle. Di conseguenza, la chiusura del ponte al traffico si è resa necessaria per procedere al restauro.

Il Ponte Guglielmo Marconi, per tutti Ponte Marconi (maps), previsto dal piano regolatore del 1911, è stato costruito tra sil 1937 e il 1955. Lungo circa 235 metri è il più lungo di Roma. Scavi nell’area hanno rivelato i resti di un approdo fluviale; secondo leggenda, quello di Cleopatra in visita a Roma.

Terminiamo con il Cavalcaferrovia Ostiense (maps), noto come Ponte Settimia Spizzichino, costruito tra il 2009 e il 2012. Il suo design unico, ispirato alle opere di Calatrava, lo colloca tra i ponti moderni di Roma più iconici. L’architettura del ponte, con i suoi 160 metri di sviluppo longitudinale ospita tre corsie per senso di marcia.

I ponti moderni di Roma raccontano la Storia più recente della città e quella quotidiana di milioni di persone.

Con il Blog su Roma e sul Lazio NANDO vi guida alla scoperta dei territori per il piacere di soddisfare curiosità e mettere la cultura al servizio di persone e imprese.

A cura de il NETWORK | testo Andrea Franchini | foto Ezio Bocci
We are using cookies to give you the best experience. You can find out more about which cookies we are using or switch them off in privacy settings.
AcceptPrivacy Settings

GDPR

  • Privacy e Cookie Policy

Privacy e Cookie Policy

Prima di proseguire si prega di leggere l’informativa sul trattamento dei dati personali e le informazioni relative all’utilizzo dei Cookie.

Leggi