Gli antichi ponti di Roma sono un capitolo fondamentale dell’imponente patrimonio culturale, storico e urbanistico della Città Eterna. Queste monumentali opere di ingegneria assistono da sempre al fluire della storia unendo quartieri ed epoche diverse.
La tecnica di edificare ponti ha origini antichissime e nel mondo occidentale i Romani possono essere considerati dei veri pionieri in questo campo. La loro maestria nell’arte pontiera non deriva da influenze della cultura greca, pur essendo questa più antica e geograficamente vicina.
La nascita dei primi ponti romani fu motivata principalmente da necessità pratiche della vita quotidiana, ma fu resa possibile grazie alle caratteristiche distintive dell’architettura romana, che si basava sull’impiego di forme curve come l’arco e successivamente la volta. Questi elementi architettonici rappresentavano una netta rottura rispetto al carattere lineare e rettilineo tipico dell’architettura greca.
Tra i più simbolici antichi ponti di Roma, Ponte Milvio (206 a.C. – maps) è un monumento intriso di romanticismo e storia. Nel 312 d.C., infatti, l’imperatore Costantino sconfisse Massenzio in una battaglia decisiva, segnando il suo trionfo e la fine delle persecuzioni cristiane.
Fino ai primi del Novecento, si trovava in una zona non urbanizzata, mentre oggi è circondato da abitazioni civili e altri manufatti, oltre che da un fitto reticolo di strade.
Il ponte è chiamato popolarmente Ponte mollo perché durante le piene del Tevere è il primo a essere sommerso, che a Roma si dice: finire a mollo.
Ponte che è poi diventato celebre in tempi recenti per il “Lucchetto dell’Amore” appuntato dalle coppie che lì si giurano amore eterno (i lucchetti sono stati poi rimossi per ragioni di sicurezza).
A unire Roma e il Vaticano troviamo Ponte Sant’Angelo, (già Pons Aelius 134 d.C. – maps), parte integrante del mausoleo di Augusto. Attraversarlo significa immergersi nella magnificenza dell’arte e della fede.
Dante Alighieri, probabilmente a Roma per il Giubileo del 1300, lo cita nella Divina Commedia citando una regola del traffico del tempo. I pellegrini che andavano a San Pietro dovevano camminare da un lato del ponte con la fronte rivolta verso il Castello. Quelli che tornavano invece, stando sull’altro lato, procedevano con la fronte rivolta al Monte Giordano.
Scendendo quindi verso il centro della città, troviamo Ponte Sisto (maps), costruito da Baccio Pontelli (1473) con materiale del Colosseo. Il ponte fu un luogo d’incontro preferito dai grandi del Rinascimento.
Il ponte ha quattro arcate rivestite in travertino, e presenta al centro un’apertura circolare. E’ decorato da cinque stemmi papali in marmo.
La magica Isola Tiberina è un luogo unico con due affascinanti ponti che la collegano a entrambe le sponde del Tevere. Si tratta del Ponte Cestio (46 a.C. – maps) costruito sotto Giulio Cesare e del Ponte Fabricio (62 a.C. – maps) detto Ponte Quattro Capi.
Leggenda vuole che i quattro architetti coinvolti nella costruzione litigarono tra loro e Papa Sisto V (1521-1590) di conseguenza li fece decapitare tutti.
Subito dopo si trova il Pons Emilio (179 a.C. ricostruito nel 189 d.C. – maps) più noto ai Romani come Ponte Rotto che collegava il Ghetto ebraico a Trastevere. Il nomignolo deriva dai danni subiti a causa delle numerose inondazioni. I resti del ponte rimasti in piedi sono da allora il simbolo di una città che si rialza sempre.
Attualmente resta una sola delle tre arcate cinquecentesche superstiti, che poggia sugli originali piloni del II secolo a.C.
Non meno celebre è il successivo Ponte Sublicio (1917 – maps), costruito dell’architetto Marcello Piacentini, che collega Trastevere a Testaccio e Aventino, rioni caratteristici della città. Appellativo e luogo in cui si trova questo ponte ricordano l’antico ponte di legno omonimo intriso di mito e leggenda.
La sua fama era legata alla leggenda di Orazio Coclite che difese eroicamente Roma combattendo sul ponte contro i nemici, sacrificando così se stesso. Distrutto e ricostruito più volte sotto papa Sisto IV, fu completamente demolito e con il travertino che lo rivestiva vennero prodotte 400 grandi palle di cannone.
Il Tevere ha un affluente molto importante nel fiume Aniene che confluisce nelle sue acque provenendo da Ovest. Nel punto in cui incontra la via Nomentana si trova il Ponte Nomentano (187 d.C. – maps) anticamente già porta d’accesso alla pittoresca campagna romana.
Commissionato dall’imperatore Marco Aurelio, il ponte è stato testimone di molte vicende storiche anche come importante punto di passaggio verso il Nord. Cambiò spesso di proprietà tra le famiglie nobili di Roma e nel ‘500 funse anche da dogana di città.
Le simbologie del ponte, con le necessarie grandi maestrie e competenze nel costruirlo, sono state traslate dall’Antica Roma nella religione cristiana. Il “Pontifex Maximus”, supremo incarico religioso dei tempi, ad esempio, è diventato nei secoli l’appellativo del Papa come “Pontefice”.
In questo articolo non abbiamo trattato dei ponti più moderni, quelli datati dall’’800 a oggi, costruiti soprattutto dopo l’Unità d’Italia. Saranno oggetto di un prossimo articolo anche per il quale vi invitiamo sempre a seguire il nostro blog.
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