L’Antica Monterano, città fantasma vicina a Canale Monterano sui Monti Sabatini in provincia di Roma, è un suggestivo borgo disabitato arroccato su un’altura di tufo.
Celebre set cinematografico per il fascino delle sue rovine, è immerso nella Riserva Naturale Regionale Monterano. Un’area ricca di biodiversità, solfatare e corsi d’acqua come il fiume Mignone e la cascata della Diosilla.
La sua posizione geografica offre scenari naturali unici a breve distanza da Roma e dalle terme di Stigliano. Il nome evoca antichi misteri: deriva probabilmente dal dio etrusco dell’oltretomba Manth (latino Mantus). Divinità a cui erano consacrati i boschi impenetrabili e le acque sulfuree della zona, considerate porte degli inferi.
La storia inizia già nell’età del bronzo finale, come confermano vari ritrovamenti archeologici. In epoca etrusca il sito fiorì sotto l’influenza della potente Cerveteri, circondandosi di necropoli.
L’arrivo dei Romani e la costruzione della via Clodia spostarono il baricentro economico verso il vicino Forum Clodii.
Monterano sopravvisse ma riacquistò importanza strategica solo alla caduta dell’Impero Romano. La popolazione si rifugiò infatti sulla rupe inespugnabile, che divenne presto sede vescovile e castello fortificato.
Nel Medioevo il feudo passò nelle mani di potenti famiglie romane come gli Anguillara, i Colonna e gli Orsini. Il vero periodo d’oro si ebbe dal 1671 con la famiglia Altieri, che trasformò la rocca in residenza signorile.
Il declino arrivò nel Settecento, complice la malaria e lo sfruttamento intensivo delle miniere di zolfo. Il colpo di grazia giunse nel 1799, quando le truppe francesi saccheggiarono e incendiarono il paese durante una rivolta.
La popolazione fuggì fondando l’odierna Canale Monterano, mentre le rovine rimasero silenziose fino ai restauri iniziati nel 1995.
Il fascino di Monterano è profondamente legato alle sue suggestive rovine, che narrano secoli di storia dal 1799. Il Palazzo Ducale, imponente e frutto di stratificazioni architettoniche dagli Orsini agli Altieri, culmina nella straordinaria Fontana del Leone e nel loggiato, capolavori di Gian Lorenzo Bernini.
Fuori dalle mura, sempre Bernini progettò l’elegante Chiesa e Convento di San Bonaventura, con un chiostro curato da Mattia de Rossi, impreziosito da una fontana ottagonale.
Il borgo conserva il campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta e la Chiesa di San Rocco. Imponenti infrastrutture come l’acquedotto a doppie arcate e le tre porte (Romana, San Bonaventura, Gradella) delineano l’antica accessibilità.
Dalla Porta Gradella si raggiunge il Cavone, una profonda tagliata viaria etrusca che testimonia le radici millenarie del luogo, aggiungendo mistero e fascino a ogni angolo.
L‘Antica Monterano è il cuore pulsante di una Riserva Naturale Regionale che protegge oltre mille ettari. Le rovine si fondono con un paesaggio geologico unico, modellato dal fiume Mignone, con spettacolari valloni tufacei e gole profonde caratterizzate dal tufo rosso.
Queste forre generano un microclima fresco e umido, ospitando flora come aceri, noccioli e rare felci. Sui pendii più assolati si trovano querce, lecci e macchia mediterranea; in primavera i pascoli fioriscono con orchidee selvatiche.
Nei corsi d’acqua vivono uccelli acquatici e il martin pescatore. Il cielo è popolato da maestosi rapaci come nibbio reale, biancone e poiana. Tra rocce e torrenti si scoprono anfibi preziosi, tra cui la rara salamandrina dagli occhiali, endemismo italiano.
Visitare Monterano significa percorrere sentieri immersi nel silenzio, scoprendo tesori nascosti a ogni passo. La posizione è strategica per una gita fuori porta completa.
A brevissima distanza si trovano infatti le acque del Lago di Bracciano e il borgo pittoresco di Anguillara Sabazia, perfetti per concludere una giornata di visita.
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