Basilica dei Santi Quattro Coronati: un’oasi spirituale sul Celio

Nel cuore di Roma, sulle pendici del colle Celio, si erge il maestoso complesso della Basilica dei Santi Quattro Coronati con l’annesso monastero. Questo sito straordinario, situato lungo l’antica via Tuscolana (oggi Via dei Santi Quattro), occupa dal IV secolo il luogo di una ricca residenza aristocratica tardoantica.

La sua storia è lunga e affascinante, con radici che affondano nel periodo paleocristiano. La prima attestazione del “titulus Aemilianae”, identificato con la chiesa dei Santi Quattro, risale al 499 d.C.

La posizione elevata e la vicinanza al Laterano, allora sede papale, conferivano alla struttura ecclesiastica una notevole importanza.

Nel corso dei secoli, l’edificio ha subito numerose modifiche e ricostruzioni. Un momento cruciale fu la fortificazione del complesso, attribuita a papa Leone IV intorno alla metà del IX secolo. Questa modifica incluse la cripta, la torre d’ingresso e il primo cortile.

Dopo l’incendio del 1084 causato da Roberto il Guiscardo, papa Pasquale II intraprese una significativa ricostruzione, completata nel 1116, ridimensionando la basilica e creando il secondo cortile.

Arte e architettura: un viaggio nel tempo

Questo centro religioso è un vero scrigno di tesori artistici e architettonici. La Basilica dei Santi Quattro Coronati, con l’interno a tre navate sovrastate da matronei, conserva colonne provenienti da monumenti della Roma imperiale.

Il pavimento cosmatesco originale, con grandi dischi di marmo e porfido e mosaici policromi, testimonia preziosamente l’arte medievale romana.

L’abside, unica nel suo genere a Roma, abbraccia tutt’e tre le navate ed è decorata con sontuosi affreschi del pittore fiorentino Giovanni da San Giovanni. Opere di grande interesse artistico che narrano la storia dei Coronati.

Particolarmente rilevante è la Cappella di San Silvestro, con un ciclo di affreschi medievali raffiguranti le Storie di papa Silvestro, tra cui la celebre Donazione di Costantino.

Un’altra gemma artistica è la Sala Gotica, scoperta solo nel 1996, che presenta 300 metri quadrati di affreschi del XIII secolo attribuiti al Terzo Maestro di Anagni. Un artista anonimo giustamente considerato uno dei maggiori esponenti del Duecento italiano qui all’opera con temi profani come stagioni, arti, segni zodiacali e costellazioni.

Personaggi e leggende nella storia del luogo

La storia dei Santi Quattro Coronati è intessuta di leggende e figure storiche affascinanti. La tradizione parla infatti di quattro marmorari cristiani martirizzati sotto Diocleziano per essersi rifiutati di scolpire idoli pagani.

I nomi dei quattro santi titolari, secondo la Pontificia Academia Cultorum Martyrum, sono: Castorio, Sinfroniano, Claudio e Nicostrato. La leggenda parla anche di quattro o cinque militari martirizzati e sepolti presso le tombe dei martiri precedenti.

Nel Medioevo gli scalpellini martiri divennero patroni delle corporazioni edili e tuttora sono cari alle arti murarie. La loro connessione con l’arte marmoraria e delle costruzioni ha anche influssi simbolici evidenti nella storia culturale europea come, ad esempio, nella Massoneria.

Nel corso dei secoli, il luogo di culto ha visto passare figure di spicco della Chiesa, come papa Martino V, che lo dichiarò sede pontificia nel XV secolo.

Un ruolo importante fu svolto anche dal cardinale Carillo, che promosse importanti restauri dopo la cattività avignonese.

La proprietà dei Santi Quattro Coronati dal Medioevo a oggi

Con tali restauri le navate laterali furono inglobate nel palazzo del cardinale e nel monastero che dal 1138 divenne priorato dell’abbazia benedettina di S. Croce di Sassovivo.

Con lo spostamento della sede papale in Vaticano l’importanza del complesso decadde: il 12 marzo 1564 l’insieme fu affidato alle monache di clausura agostiniane. Adibito ad orfanotrofio, il Conservatorio delle Zitelle, vide la trasformazione degli ambienti che affacciano sul cortile in dormitori per le orfane.

Da allora è ancora oggi un convento delle Agostiniane, le cui monache vi abitano ininterrottamente da oltre 460 anni.

L’atmosfera che si respira entrando in quest’area sacra è di immersione in un tempo antico e sospeso. Dal chiostro e dal cortile al silenzio degli spazi monastici, la suggestione è quella di un luogo ricco di storia, arte e spiritualità.

Questo sito mistico, lontano dal caos e dai ritmi frenetici della città moderna, evoca secoli di vita religiosa e civile.

Con il Blog di Roma e del Lazio, Around Rome vi guida alla scoperta dei territori per il piacere di soddisfare curiosità e mettere la cultura al servizio di persone e imprese.

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A cura de il NETWORK | testo Andrea Franchini | foto Ezio Bocci
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