Arte e storia nei dintorni del Largo di Santa Susanna

Se sulla mappa del centro di Roma si puntasse un ipotetico compasso su Largo di Santa Susanna, nel raggio di pochi metri si potrebbero ammirare diverse mirabilia di Roma. Tranne una, momentaneamente chiusa al pubblico, che però mostriamo lo stesso ai lettori di NANDO, appassionati della Città Eterna.

Della Chiesa di Santa Susanna alle Terme di Diocleziano, iniziata nell’‘800 e terminata nel 1603, si può infatti ammirare attualmente solo l’imponente facciata di Carlo Maderno. Un’opera notevole definita come il “primo esempio pienamente realizzato di architettura barocca”.

La chiesa, chiusa per restauri, conserva nelle sue strutture resti visibili di un edificio romano di epoca imperiale.

Largo di Santa Susanna: crocevia strategico della Capitale

L’area si trova a cavallo tra i Rioni Trevi e Sallustiano con, da una parte Via XX Settembre con i suoi palazzi del potere, dall’altra Via del Quirinale verso la Presidenza della Repubblica. E ancora, da una parte Via Bissolati che porta fino alla celebre Via Veneto e dall’altra Piazza della Repubblica, in direzione Stazione Termini.

Un Largo, quindi, sempre trafficatissimo nel quale però è molto facile muoversi a piedi per un giro molto interessante. Sul Largo stesso i resti di un tratto delle antiche Mura Serviane e un’installazione artistica contemporanea di Piero Consagra.

Un tocco di reale curiosità è rappresentato dalla Fontana dell’Acqua Felice (o del Mosè). I romani la chiamano anche “Il Mosè ridicolo” perché il suo autore, lo scultore Leonardo Sormani, pressato da Papa Sisto V, compì ben due errori. Intanto le proporzioni: il Mosè nella grande nicchia sembra più largo che alto.

E poi è ritratto anacronisticamente con le Tavole della Legge in mano mentre indica le acque che scaturiscono dalla roccia. Ma al tempo di quel miracolo non aveva ancora ricevuto i Dieci Comandamenti sul Monte Sinai.

Due chiese di grande valore artistico

Se la Chiesa di S. Susanna è chiusa al pubblico, normalmente aperte sono due chiese vicine molto interessanti. La Chiesa di Santa Maria della Vittoria, all’incrocio con Via X Settembre (1608-1620), come la precedente porta la firma di Carlo Maderno.

Inizialmente dedicata a San Paolo, cambiò nome grazie a una battaglia vinta dalle truppe cattoliche su quelle protestanti vicino Praga nella cornice della Guerra dei Trent’anni.

Sull’altare maggiore fu quindi allocata un’icona boema della Madonna. Capolavoro assoluto è lo spettacolare gruppo scultoreo dell’Estasi di santa Teresa d’Avila, realizzata da Gian Lorenzo Bernini (1644-1652).

Poco distante, la Chiesa di San Bernardo alle Terme (1600) è situata all’interno di una struttura delle Terme di Diocleziano. Dapprima affidata ai Cistercensi francesi, dopo la Rivoluzione francese fu ceduta, con il monastero collegato, alla congregazione di Bernardo di Chiaravalle, santo titolare della Chiesa.

La struttura cilindrica simile a quella del Pantheon è sovrastata una cupola con oculo che ricorda quella della Basilica di Massenzio. Lo stile architettonico appartiene al Manierismo del XVI secolo.

Verso le Terme di Diocleziano

Nota come Planetario, per la sua precedente destinazione d’uso, l’Aula ottagona delle Terme di Diocleziano in origine era probabilmente un frigidarium. Tra il 1500 e il 1700 fu adibita a deposito alimentare dallo Stato Pontificio e dopo l’Unità d’Italia tutto il complesso delle Terme passò allo Stato italiano.

La struttura ha una forma esterna quadrata, ma internamente assume una configurazione ottagonale, coronata da una cupola a forma di ombrello. L’edificio mantiene ancora elementi decorativi che richiamano la sua precedente funzione di planetario.

Sulla facciata principale si può leggere sul fregio la scritta “Planetario”, mentre il portale d’entrata è abbellito con rappresentazioni dei segni zodiacali. E con il celebre verso di Dante Alighieri “L’amor che move il sole e l’altre stelle”.

Altri due passi e si arriva a Santa Maria degli Angeli di cui abbiamo già parlato in passato. Concludendo, dal Largo di Santa Susanna possono partire numerosi itinerari di visita in quest’area densa di storia, arte, architettura e vita vissuta.

Con il Blog su Roma e sul Lazio NANDO vi guida alla scoperta dei territori per il piacere di soddisfare curiosità e mettere la cultura al servizio di persone e imprese.

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A cura de il NETWORK | testo Andrea Franchini | foto Ezio Bocci
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