La città di Alatri sorge su un rilievo con due sommità gemelle della Valle Latina, alle pendici dei Monti Ernici che costituiscono il confine naturale del Lazio con l’Abruzzo.
La prima cima (la Civita) è il punto più alto (circa 502 m), dove sorge la celebre Acropoli di Alatri racchiusa dalle imponenti mura ciclopiche e sormontata dalla Concattedrale di San Paolo. La seconda cima è l’altura adiacente e speculare, sempre occupata dall’antico tessuto urbano della città.
Notevoli quindi l’incantevole posizione collinare, con boschi e vasti uliveti che la circondano e le numerose testimonianze archeologiche. Queste unite ai monumenti del periodo medievale, fanno di Alatri capitale degli Ernici un antico borgo di grande interesse paesaggistico e culturale.
È indiscutibile l’assoluto fascino rappresentato dalle possenti mura ciclopiche che racchiudono il centro storico e dalla più che emozionante Acropoli.
Aletrium, oggi Alatri l’antica capitale degli Ernici, ceppo protostorico delle popolazioni del centro Italia, è tra le più suggestive località della Ciociaria, a circa un’ora di distanza da Roma.
Una antica leggenda racconta che la città di Alatri, l’antica capitale degli Ernici, fu fondata basandosi sul percorso del primo raggio di sole nel giorno del solstizio d’estate.
Così ogni anno, il 21 giugno, gli abitanti rievocano la leggenda del natale di Alatri, salendo sull’acropoli per godere del primo raggio di sole che tocca il muro orientale.
Porta Maggiore e Porta Minore sono quindi due monumenti da includere in una visita alla città. Come non citare la Chiesa di Santa Maria Maggiore, i palazzi del XIII secolo, il ricco museo civico (il Gottifredo) e le fontane monumentali sparse nel centro storico. Infine, sull’Acropoli, la Basilica di San Paolo dove è custodita la reliquia dell’Ostia incarnata, risalente ad un miracolo del 1227 accettato dalla Chiesa.
Fondata nel VI secolo a.C. dalla popolazione italica degli Ernici, Alatri si sviluppò, come detto, attorno alla sua maestosa Acropoli difesa da imponenti mura megalitiche.
Nel 306 a.C., durante l’espansione di Roma, scelse di non partecipare alla rivolta della lega ernica. Questa strategica fedeltà le permise di mantenere l’indipendenza e di avviare una fioritura urbanistica, culminata nel 90 a.C. con l’ottenimento della cittadinanza romana, come attestano le cronache storiche locali.
Dopo la Caduta dell’Impero subì saccheggi e distruzioni dovute alle invasioni barbariche. Ma la città rinacque nell’XI secolo in veste di potente comune libero, per poi legarsi stabilmente allo Stato Pontificio. In questo periodo medievale vennero eretti monumenti iconici preservati intatti fino a oggi.
La Seconda guerra mondiale la vede martoriata da pesanti bombardamenti che costano numerose perdite umane e la rovina di monumenti e abitazioni. Finché nel Dopoguerra risorge divenendo una florida città con numerose attività produttive e commerciali.
E qui non possiamo che citare la cucina del territorio, molto legata alle coltivazioni di cereali e ortaggi, tra questi i broccoletti di Alatri.
Da gustare i mazzacrocchi, a base di fagioli, la minestra di broccoli di rapa, e i tartalicchi, a base di patate lessate. Squisitezze locali sono anche: le castagne e i funghi porcini di cui sono ricchi i boschi circostanti. Eccellenti i formaggi nonché l’olio extravergine che ha conquistato importanti riconoscimenti.
Una visita da non perdere, un’esperienza unica per degustare le gustose specialità locali immersi nell’ambiente creato da questi prodotti. Circondati dalla seduzione unica di una storia millenaria.
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