Villa Borghese è il più celebre parco pubblico di Roma. Si estende per circa ottanta ettari nel cuore della città. Sorge a ridosso delle Mura Aureliane, tra il colle del Pincio, confinando anche con Piazza del Popolo e il quartiere Parioli.
Non è solo un giardino: tra i suoi viali trovano posto musei, ville, fontane e un laghetto. Il paesaggio alterna zone ordinate e angoli più liberi, con prati, pini e lecci. Per i romani è il luogo della passeggiata domenicale. Per chi viaggia è una pausa preziosa tra un monumento e l’altro.
Tutto comincia nel 1606, quando il cardinale Scipione Borghese trasforma le proprie vigne in una residenza suburbana. Al centro sorge il Casino Nobile, pensato per ospitare la sua collezione d’arte.
Nel Settecento il principe Marcantonio Borghese rinnova gli edifici e ridisegna il parco con un gusto neoclassico e paesaggistico, ispirato ai giardini inglesi.
Nell’Ottocento il Pincio viene sistemato da Giuseppe Valadier. Tra il 1827 e il 1829 vengono eretti i Propilei neoclassici di piazzale Flaminio.
Dopo l’Unità d’Italia la proprietà passa dalla famiglia allo Stato, che acquista la villa nel 1901 per tre milioni di lire. Nel 1903 il parco viene ceduto al Comune di Roma e si apre al pubblico.
Il cuore del parco è la Galleria Borghese. Qui si ammirano sculture di Bernini, come Apollo e Dafne, e dipinti di Caravaggio. Spicca anche la Paolina Borghese di Canova.
Ma Villa Borghese è ricca di meraviglie artistiche. Di seguito un sintetico excursus
Poco distante dalla Galleria Borghese, nella Fortezzuola, si visita il Museo Pietro Canonica, dedicato allo scultore che vi abitò. Il Museo Carlo Bilotti occupa l’antica Aranciera e custodisce opere di Giorgio de Chirico.
La terrazza del Pincio regala una vista ampia su Piazza del Popolo e sui tetti di Roma. Al tramonto la luce dorata rende il colpo d’occhio memorabile.
Proseguendo verso nord si incontra il Parco dei Daini, area più tranquilla e meno frequentata. Qui il verde sembra allontanare la città.
Il laghetto invita a una gita in barca, mentre i viali si prestano a lunghe passeggiate in bicicletta.
I pini e i lecci offrono ombra nelle giornate calde. Non a caso la villa ha ispirato Ottorino Respighi: il primo movimento di Pini di Roma (1924) è intitolato “I pini di Villa Borghese”.
Basta una panchina all’ombra per capire perché i romani la considerino un salotto all’aperto. E un luogo di visita graditissimo anche ai più piccoli a partire dal Bioparco di Roma, uno zoo moderno ricco di attrazioni naturali.
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