La Sopraelevata di Roma (o Tangenziale Est), nota ufficialmente come Nuova Circonvallazione Interna, è un nastro d’asfalto che attraversa una parte ad alta densità abitativa della Capitale. Lunga circa 3-4 chilometri, si estende dalla zona della Batteria Nomentana fino all’innesto con il tratto urbano dell’autostrada A24, accanto al quartiere di Pietralata.
Per i romani rappresenta una cicatrice urbana controversa, un’icona metropolitana quotidiana che ha segnato il paesaggio. Chi la percorre vive un’esperienza sospesa, sopra il traffico, che offre scorci unici.
Il nostro fotografo Ezio Bocci l‘ha esplorata cogliendo prospettive curiose e geometrie audaci, quasi divertendosi nel ritrarre questa struttura.
L’idea di questa colossale arteria nacque nel pieno boom economico degli Anni Sessanta. Roma cresceva vertiginosamente e le automobili invadevano ogni vicolo della Città Eterna.
I pianificatori immaginarono un viadotto moderno per scavalcare rapidamente i nodi ferroviari più complessi. Non mancarono feroci polemiche tra cittadini contrari e amministratori convinti della sua utilità viaria.
L’impatto ambientale e acustico fu devastante per quartieri popolati come San Lorenzo e Tiburtino. I residenti protestarono contro l’inquinamento e la perdita di luce naturale.
L’opera andò avanti come simbolo del progresso.
I lavori partirono ufficialmente, appunto, verso la fine degli Anni Sessanta. La costruzione richiese un decennio di complessi lavori ingegneristici tra varie difficoltà logistiche.
L’inaugurazione del tratto sopraelevato principale avvenne nel 1975 nella grande curiosità popolare.
È celebre la scena comica del film “Fantozzi” (proprio del 1975), del regista Luciano Salce, dove il ragionier Fantozzi (Paolo Villaggio) si cala precipitosamente da un balcone della Tiburtina per prendere al volo un autobus.
La Sopraelevata di Roma è rimasta intatta per oltre tre decenni. Milioni di automobilisti l’hanno percorsa ammirando la città da un punto insolito. Negli Anni Novanta il traffico ha reso evidenti i primi segni di cedimento.
Il degrado spinse il Comune a vietare il transito notturno, multando implacabilmente i trasgressori (come l’autore dell’articolo).
Con l’apertura del passante sotterraneo nel 2012, il viadotto ha perso la sua funzione primaria. Nacque l’idea di smantellarlo per restituire spazio ai quartieri. Architetti proposero di trasformare il tratto tra la Stazione Tiburtina e la Batteria Nomentana in una “High Line” verde e ciclabile, ricalcando il modello newyorkese.
Tra il 2019 e il 2020 è stato demolito il tratto davanti alla stazione Tiburtina. Le foto recenti mostrano piazze rinate dove prima dominavano ombre e cemento.
A oggi ne rimangono dei tronconi, al centro di dibattiti.
Il futuro prevede un progressivo addio alle campate residue per favorire la mobilità sostenibile. La struttura si avvia verso il tramonto, lasciando ricordi indelebili.
Chi volesse percorrere la Sopraelevata di Roma può approfittare per visitare un angolo originalissimo della Capitale, il borgo di Vigna Mangani.
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