Casa Rosa: a Roma il Cimitero degli animali più antico d’Italia

Roma è una città che non smette mai di sorprendere, un tessuto urbano dove la storia millenaria si intreccia con angoli di insospettabile tenerezza come Casa Rosa. Il cimitero per animali più antico d’Italia, situato nel quartiere Portuense, tra i villini del primo Novecento ai densi caseggiati del dopoguerra.

Non un semplice luogo di sepoltura, ma un giardino della memoria che racconta storie di affetto incondizionato.

Nascosto in Via dell’Imbrecciato al civico 200, questo angolo di quiete offre un riposo dignitoso a chi ha donato amore senza chiedere nulla in cambio.

Visitare Casa Rosa significa immergersi in un’atmosfera sospesa, dove ogni piccola lapide e ogni dedica raccontano un dolore privato che diventa universale: la perdita di un amico fedele.

Un’origine insolita: la richiesta del Duce per una gallina

La nascita di questo luogo unico è avvolta in un aneddoto storico curioso e affascinante. Tutto iniziò nel 1922 sul terreno che apparteneva ad Antonio Molon, veterinario che gestiva una “Pensione per Cani e Gatti”. Molon amava gli animali e aveva creato uno spazio dove i proprietari potevano lasciare i propri amici durante le vacanze.

La svolta avvenne quando Benito Mussolini in persona gli si rivolse con una richiesta insolita: non cercava alloggio per un cane o un gatto. La richiesta era per la sepoltura della gallina domestica compagna di giochi dei suoi figli, Edda, Bruno e Vittorio.

Molon acconsentì piantando un pino sopra la sua tomba per ricordarla. Quella fu la prima sepoltura ufficiale.

Da quel gesto nacque l’idea di trasformare quel terreno in cimitero, con licenza ufficiale del Governatorato di Roma che sancì la nascita della “Casa Rosa”. Da allora, migliaia di animali hanno trovato riposo all’ombra dei pini marittimi e dei cipressi curati dalla famiglia Molon, che gestisce il sito da generazioni.

Un giardino di ricordi: cosa si trova a Casa Rosa

Passeggiando tra i viali di Casa Rosa, ci si rende subito conto che non si tratta di un luogo macabro, bensì di una celebrazione della vita condivisa. L’organizzazione è semplice ma toccante. Piccole tombe a terra, disposte con cura, sono spesso adornate con fiori freschi, giocattoli preferiti, ciotole e foto sbiadite.

Tra le lapidi si possono trovare sepolture di conigli, criceti, tartarughe, pappagalli e persino animali che hanno fatto la storia del cinema.

È qui, infatti, che riposano celebrità come: il cane di Sandro Pertini, i gatti di Anna Magnani (assidua frequentatrice del luogo) e il barboncino di Brigitte Bardot. Si narra che vi sia sepolto anche il cane che interpretò il compagno di Totò in “Uccellacci e uccellini” di Pasolini.

Ogni tomba è un piccolo altare personale: le epigrafi non sono fredde date di nascita e morte, ma frasi cariche di gratitudine. Con soprannomi affettuosi e promesse di non dimenticare mai quegli sguardi che hanno illuminato le giornate dei loro padroni.

Come accedere ai servizi di Casa Rosa

Per chi desidera offrire un ultimo, dignitoso saluto al proprio animale, Casa Rosa rappresenta una scelta di grande sensibilità. La struttura è ancora oggi gestita dai discendenti di Antonio Molon.

Il cimitero è privato e l’ingresso per le visite è consentito ai proprietari degli animali sepolti o su appuntamento, per mantenere la quiete che il luogo impone.

Per chi desidera seppellire il proprio animale, la procedura prevede un canone di affitto per il terreno, che viene rinnovato periodicamente.

A differenza di altri servizi moderni di cremazione, qui il corpo dell’animale viene inumato nella terra, permettendo un ritorno alla natura dolce e tradizionale.

Sebbene sia un luogo di dolore per chi vi si reca per un lutto, è anche un posto che scalda il cuore, perfetto per chi vuole riflettere sul legame tra noi e il mondo animale. È un pezzo di storia di Roma che merita di essere conosciuto, rispettato e, perché no, visitato con delicatezza.

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A cura de il NETWORK | testo Andrea Franchini | foto Ezio Bocci
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