Civitavecchia: una perla del Tirreno tra passato e presente

Adagiata sulle sponde del Mar Tirreno, a circa 80 chilometri a Nord-Ovest di Roma, Civitavecchia si erge come testimone silenziosa di secoli di storia e cultura.

Questa città portuale, il cui nome significa letteralmente “città antica”, è un crocevia di passato e presente. Dove le onde del mare si infrangono contro mura che hanno visto imperatori, papi e marinai di ogni epoca.

La storia di Civitavecchia affonda le sue radici nell’antichità. Fondata dall’imperatore Traiano all’inizio del II secolo d.C. come porto di Roma, la città fu battezzata Centumcellae, probabilmente in riferimento alle numerose camere del palazzo imperiale.

Nel corso dei secoli, Civitavecchia ha attraversato periodi di splendore e di declino, resistendo a invasioni, saccheggi e persino alla malaria che imperversava nelle paludi circostanti.

Il porto bimillenario e il forte michelangiolesco

Il cuore pulsante di Civitavecchia è senza dubbio il suo porto, uno dei più importanti del Mediterraneo e d’Europa. Qui, tra navi da crociera moderne e pescherecci tradizionali, si respira l’aria salmastra di una città che vive in simbiosi con il mare.

L’architetto principale del porto fu Apollodoro di Damasco (circa 107 d.C.), che progettò la Darsena Romana. 

Oggi il porto non è solo un hub commerciale e turistico, ma anche un luogo dove la storia si fa tangibile. I moli di epoca romana si mescolano alle strutture rinascimentali e alle infrastrutture contemporanee, creando un affascinante palinsesto architettonico.

Dominando il profilo cittadino si staglia il Forte Michelangelo, il cui progetto voluto da papa Giulio II della Rovere fu affidato al Bramante (1508), già suo architetto di fiducia.

Alla morte di questi (1514) la conduzione dei lavori passò ad Antonio da Sangallo il Giovane che rispetto al progetto iniziale ampliò le fortificazioni perimetrali. Successivamente (1535) papa Paolo III Farnese coinvolse nel progetto Michelangelo (ipotesi molto contestata)

Gli ultimi lavori (1538-39) furono realizzati da Domenico Zanobio.

Il forte è un capolavoro di architettura militare rinascimentale; le sue mura massicce e i bastioni angolari raccontano di un’epoca in cui la città doveva difendersi dalle incursioni dei pirati saraceni.

Dal secondo dopoguerra il carattere resiliente di Civitavecchia

Un aspetto meno noto ma affascinante della storia di Civitavecchia riguarda il suo ruolo durante la Seconda Guerra Mondiale. La città, a causa della sua importanza strategica come porto, fu pesantemente bombardata.

Dopo la Liberazione, divenne un importante punto di transito per i rifugiati e gli sfollati che cercavano di raggiungere altre parti d’Italia o l’estero.

Una pagina di storia che ha lasciato segni profondi nella memoria collettiva della città, contribuendo a forgiare quel carattere resiliente e accogliente che ancora oggi la contraddistingue.

Passeggiando per le vie del centro storico, ci si imbatte nella Cattedrale di San Francesco d’Assisi. Questa chiesa, ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, conserva al suo interno preziose opere d’arte, tra cui un crocifisso ligneo del XIV secolo.

La sua facciata sobria contrasta con l’interno ricco di decorazioni, riflettendo la dualità di una città che sa essere sia austera che sorprendente.

Una città ispiratrice d’arte

La città e la sua atmosfera hanno influenzato artisti e scrittori nel corso dei secoli. La fortificazione del porto operata da Bramante fu ispirata da disegni di Leonardo Da Vinci, come testimoniano due fogli del Codice Atlantico, la più importante collezione di scritti e opere dell’artista.

Un mistero intrigante è rappresentato da misteriosi disegni nel cuore della città. A Piazza Leandra, in una casa privata, si trovano affreschi molto simili a quelli che Raffaello ha realizzato in Vaticano negli ambienti per le udienze private di Papa Giulio II.

Ma resta il dubbio su chi li abbia creati. Raffaello stesso? Artisti della sua bottega? Giulio II era di casa a Civitavecchia

Il celebre scrittore francese Stendhal nei suoi soggiorni italiani, durante un periodo di difficile ispirazione, proprio a Civitavecchia ritrovò la sua verve letteraria frequentando un gruppo di intellettuali.

Alle fine dell’‘800 il poeta Gabriele D’Annunzio menzionò la città laziale nei suoi versi, catturato dalla sua atmosfera marinaresca.

Tra mare e città un’atmosfera tipica tutta da vivere

Uno degli aspetti più affascinanti di Civitavecchia è il modo in cui la città riesce a fondere il suo ricco patrimonio storico con una vivace vita contemporanea. Il lungomare, recentemente riqualificato, è diventato il cuore pulsante della vita sociale cittadina.

Qui, nelle serate estive, locali e turisti si mescolano passeggiando tra i caffè all’aperto e i ristoranti di pesce, mentre il sole tramonta tingendo di rosa e oro le acque del Tirreno.

In conclusione, Civitavecchia è molto più di un semplice porto o di una tappa di passaggio. È una città che racchiude in sé millenni di storia, una cultura vivace e una bellezza naturale che meritano di essere esplorate e apprezzate.

Civitavecchia ha molto da offrire a chi sa apprezzare le sfumature di una città che, pur guardando al futuro, rimane solidamente legata al passato.

Che si tratti di ammirare il tramonto dal Forte, di assaporare un piatto di pesce fresco in un ristorante sul lungomare, o di perdersi tra i vicoli antichi del centro storico.

Con il Blog su Roma e sul Lazio NANDO vi guida alla scoperta dei territori per il piacere di soddisfare curiosità e mettere la cultura al servizio di persone e imprese.

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A cura de il NETWORK | testo Andrea Franchini | foto Ezio Bocci
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